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Il comune di San Giorgio Canavese appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Castello dei Conti di Biandrate (Sec. XII - XVIII)

Nome Descrizione
Indirizzo Via al Castello
Telefono 0124.32429
Fax 0124.32429
EMail castellosangiorgio@tiscalinet.it
Web http://www.castellosangiorgiocanavese.it
Apertura Visite Guidate al Castello, previa prenotazione Telefonica e per gruppi di almeno 20 persone:
Tel. 0124.32429 - Fax 0124.450549
Servizi Sale e Spazi per conferenze e Congressi, Ricevimenti, Banchetti, Aste di Antiquariato, Concerti di Musica Classica. Ambienti per Riprese Cinematografiche.
Salone Centrale con capienza di circa 200 persone.
12 Sale con capienze varie da 50 a 100 persone.
Piano Terreno capienza totale di 600 posti a sedere.
Tensostruttura Giardino oltre 1000 posti di capienza.
Il Castello dei Biandrate è un imponente edificio che rappresenta un vero simbolo per il paese. E' stato rilevato come sulla collina di San Giorgio fossero sorte in tempi diversi parecchie costruzioni, al punto di dover parlare più di un complesso di castelli che di un unico maniero.
Si distingue normalmente una costruzione più antica, presumibilmente risalente ai sec. XII - XIV, di cui restano poche tracce, ed una più recente attribuibile, nel suo nucleo iniziale, ai sec. XV - XVI.

Il castello dovette subire importanti modifiche nel secolo XVII a cura di Guido Aldobrandino, al quale si deve verosimilmente la struttura unitaria della parte "nuova". Negli ultimi anni del secolo viene decisa un'ulteriore trasformazione del maniero con soppressione parziale o totale delle torri. Tale lavoro, coincidendo con la guerra di Vittorio Amedeo II contro la Francia, subì con ogni probabilità lunghi periodo di sosta. All'inizio del settecento, in coincidenza con l'acquisto di parte della proprietà di San Giorgio dal ramo di Foglizzo, Guido Aldobrandino riprende con energia i lavori di modifica del castello che hanno termine nell'anno 1726. Essi non si limitarono all'eliminazione della torre centrale ma interessarono un po' tutta la struttura architettonica del fabbricato principale che, sul lato di ponente, venne ad assumere un unico e rettilineo corpo di fabbrica e, su quello di levante, acquisì una grandiosa facciata del tutto nuova: tre avancorpi coronati al culmine da frontoni e balconate con due cortili interni.

Il castello "vecchio", a sua volta, subisce in questo periodo un rimaneggiamento ad opera di Baldassarre Ferdinando del ramo di Lusigliè. Dalle carte di un processo intestato dai conti di Foglizzo agli eredi dell'ultimo conte di Lusigliè, Vittorio Amedeo (deceduto nel 1745), risulta che fin verso la fine del secolo XVII l'edificio appariva ancora in buone condizioni. Era diviso a sua volta in due corpi di fabbricato, uno a ponente e uno a levante, entrambi con due piani fuori terra, uniti fra loro da una galleria che divideva un cortile signorile da uno rustico.
Il fabbricato di ponente, le cui muraglie erano descritte di colore rosso " - che parevano le torri che sono a Porta Palazzo", era formato da un appartamento al piano terreno composto da un salone con pareti ricoperte di cuoio e solaio dipinto, una camera da pranzo, cucina e servizi; al piano superiore erano un granaio e una prigione. Le camere da letto erano sistemate nel fabbricato di levante. Secondo la testimonianza di persone che vi avevano abitato, vi furono ospitati frequentemente " - dame e cavalieri i quali si trattenevano ed alloggiavano -". Tra la fine del secolo XVII e l'inizio del XVIII anche questo castello acquisisce una struttura unitaria. L'edificio di ponente viene demolito e sostituito da una nuova costruzione ottenuta ampliando e modificando il fabbricato di levante e utilizzando l'area del cortiletto rustico posto sul lato di mezzanotte.Venne anche mozzata l'ultima torre per tenere il fabbricato in linea con quello nuovo di Guido Aldobrandino. In conseguenza i due castelli (vecchio e nuovo) vennero a presentarsi come due fabbricati contigui ma nettamente separati e tali appaiono in due notevoli serie di acquarelli dipinte nel 1727 e nel 1795, rispettivamente dai pittori Giacinto Cocelli e Luigi Brambilla.
Tale situazione durò fino all'inizio dell'Ottocento allorché, probabilmente in concomitanza con la demolizione del vicino convento e per decisione poco comprensibile dei proprietari, questi decisero di eliminare il castello "vecchio" ricosstruito da Baldassarre Ferdinando dove, a quanto pare, erano apparsi alcuni difetti di costruzione. L'edificio fu quindi quasi interamente demolito e l'area relativa sistemata a giardino all'inglese.
Fu questo l'ultimo intervento al castello che rimase da allora quale lo vediamo oggi: un grande fabbricato residenziale con due facciate assai diverse nelle prospettive di levante e di ponente. Nella parte alta del giardino rimase pure un piccolo elegante padiglione (la "Gloriette"), presumibilmente fatto costruire in occasione dei grandi lavori effettuati all'inizio del '700.

(tratto da: SAN GIORGIO - Biografia di un paese - Vittorio Della Croce - 1986)

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